non ci resta che piangere

cogito ergo rum

Chi sono

Blogger: fraolivieri
Nome: francesco
uno scrittore?

Partecipano

Bottoni

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading* volte
martedì, 12 agosto 2008

LA NOIA

Stamattina mi sono svegliato male…mi annoiavo. Per cui ho pensato bene di lanciare un po’ di bombe sulla Georgia. Così. Ho preso il mio bell’aeroplanino e via tatatatatata, si perché oltre alle bombe mi son anche divertito a sparare col la mia mitraglia. Che meraviglia veder saltare in aria bambini, vecchi e giovani. Dovevate vederli come correvano. Ahahah. Che spettacolo. Certo che poi sono rientrato a casa e non sapevo che fare. Ancora quella brutta cosa detta noia. Il mio psichiatra mi ha consigliato di buttarmi negli hobby. Mi ha detto che la migliore cura è fare ciò che ci sentiamo di fare. Ekkekkazzo ho appena abbattuto una città, ma sta noia mi divora. Quindi ho ripreso la mia macchinina e sono andato a Guantanamo. Lì sono stato  circa un due ore, a torturare tutte le forme umane che stanno in quel sudicio carcere. Devo ammetterlo, mi sono divertito. Strizzare le palle agli afghani con la corrente elettrica, è una delle cose che più mi rilassano.  Però dopo un po’, quando le senti strillare tutti allo stesso modo, quando vedi questi cosi rantolare ai tuoi piedi come bestie, il divertimento svanisce. Non trovo più gusto, anche perché sono tutti uguali quelli lì. Tutti neri o quasi che fanno le stesse smorfie. Nulla di originale. E la noia mi ha preso di nuovo alla stomaco. E’ una malattia questa noia, ho provato a curarla con mille medicine, ma nulla. Alla fine mi prende come un cane rabbioso alla pancia e non mi molla fino a quando non mi invento qualcosa da fare per arrivare a sera. Per cui oggi mi sa che prenderò il mio trenino, andrò in Tibet e sparerò un po’ a caso sui monaci. Ho parecchie armi io. Parecchie macchine. Sono un uomo potente io. Un uomo immensamente potente. Sparare ai tibetani mi ricorda quei bei pomeriggi che mio padre mi portava a sparare ai soldatini alla fiera del paese. C’era un bancone, spesso una donna grossa e brutta che mi davi in mano un fucile e io dovevo colpire tutti i soldatini che passavano sulla parete di fronte a me. Mio padre era orgoglioso di me, li colpivo tutti io quei fottuti soldatini. Per me quindi abbattere questi inutili esseri vestiti di arancione mi fa ricordare cose belle della mia infanzia.

Ecco mi sa che per oggi sono riuscito a combattere questa stronza di noia. Ora vado a dormire. Un Tavor e buonanotte a tutti.

postato da: fraolivieri alle ore 16:19 | link | commenti (11)
categorie:
lunedì, 11 agosto 2008

GIULIETTO E ROMEA

Io non sono veronese, sia chiaro. Sono un bolognese che per sfiga immane, e contro la sua volontà all’età di sedici anni è stato deportato nella città dei tanto spacca maroni Romeo e Giulietta. Apro una parente, codesti soggetti magari sono anche esistiti, ma la storia come tutti sanno è una bazza immane, eppure ogni giorno mille ragazzi incatenati da lucchetti mocciani fanno a gara a chi a arriva primo al fantomatico balcone della Lady Giuly, per A scrivere la solita frase del tipo, Cicci e pucci assieme forever, e B per toccare la zizza di bronzo della donna del Romeo, il quale a mio avviso non credo sia poi tanto d’accordo. Chiusa la parente. Dicevo, non sono di Verona, ma sono stato liberamente obbligato a viverci. Città spettacolare, la bella Verona ha la lirica nel cuore, la cocaina nel sangue e i fascisti nelle braccia. Qui il sindaco che ha una faccia da schiaffi, ormai definito lo sceriffo della città, si aggira la notte con la polizia e i militari a fare la sentinella per trovare qualche immigrato da rispedire a casa. Tosi non ce l’ha con gli immigrati sia chiaro (ahahaha), sono loro che non se ne stanno nel loro paese. Comunque questa città, che vanta la nascita di personaggioni come Fabio Testi ( e chi è???), Vittorino Andreoli ( psichiatra, già qui si capisce come tira l’aria), Jerry Calà e tutti i quattro dei gatti di vicolo miracoli ( quando si dice il culo, eh?), dicevo questa città è abbracciata da un fiume detto Adige ( oggi si pensa di coniare un nuovo nome per questo bel tratto di acqua, alcuni azzardano Cocadige, altri Il Drugs, giusto per capire la quantità spropositata di droga che vi circola dentro), attorniata da mille chiese a pagamento ( mi sembra giusto, vuoi pregà? Paga!!), e da una caterba di persone iper super firmate che si sparano le pose in centro per l’aperitivo. E quindi mentre cerchi di salvarti la vita dall’attacco di magari quattro coglioni neofascisti, inciampi nella vita mondana dei ricconi che sbevazzando un po’ qui un po’ là riempiono il vuoto delle serate a suon di tiri col naso. Dicono che sia la città con il più alto tasso di matti di tutta Italia, giuro, non per nulla qui il dipartimento di psichiatria funziona che è un piacere. La bella Verona, che viene investita d’estate da una montagna di turisti tedeschi ultra centenari che vogliono vedere almeno una volta nella vita l’opera, è teatro di leggi assurde per rompere i coglioni a qualunque forma di vita tenti di varcarne le mura. Non puoi mangiare e bere sulle scale del Comune, perché lo sceriffo faccia da schiaffi non gli garba, non puoi fumare in un parco pubblico se c’è un bimbo, perché altrimenti sto bimbo povero potrebbe venirgli un cancro, non puoi tra un po’ nemmeno respirare perché togli troppa aria alla città. In questa evoluzione di divieti idioti e assurdi, dove la sigaretta è più inquinante delle polveri sottili che hanno ormai raggiunto livelli così allarmanti che qui il cancro ai polmoni è ormai divenuto cittadino onorario, dicevo, qui dove la Lega con il suo celodurismo lotta contro le prostitute multando chi ci va, invece di toglierle semplicemente dalla strada, beh dai alla fine si sta bene. Riccardo Cocciante ormai vive qui per il suo udite udite, originalissimo Giuletta e Romeo, lo spritz ormai ha sostituito la blanda acqua, e le camionette militari passano in rassegna le strade tenendo d’occhio i pericolosissimi barboni, gli unici forse che han capito che per campà forse è meglio fottersene alla grande.

 

postato da: fraolivieri alle ore 16:31 | link | commenti (7)
categorie:
sabato, 09 agosto 2008

MINUETTO

OK OK, è vero in sto periodo sono stato parecchio ironico con i capitoli della vita mia, moh però ragazzi mi autoreferenzio e spulcio dal passato una poesia scritta da me medesimo che mi sta particolarmente a cuore. Nel frattempo buone vacanze a tutti!!!See you dal fra in nuova veste pantera rosa!!!!

MINUETTO

Si schiudono le particelle crepuscolari di istinti mal messi. E' ora di stendere le lacrime al cielo per manovrare cuspidi di vento, centuplicando le ragnatele di questo vestito. Non posso permettermi di salpare l'anima dei vivi, escoriandone le travi sbattute con violenza sul falsetto di un tavolo a pois. Ma un ombrello di mondo coprirà le voglie di caffè che maniacalmente ti abbracciano nel retrobottega. Me lo auguro, mi auguro che le silenti voci corali di questa cristallina evanescenza si discostino leggermente dal tumefatto angolo da the che mi sommerge. Eterna illusione di viole orchestrali sminuzzano le note a gravi gettate di liquore, espandendone l'odore sul cucchiaino di un caffè, all'angolo tra la via redenzione e la strada impanata. Mi afferro quindi sul luccichio di queste brande scoscese, deglutendo tempi rarefatti, e tra un salto elevato alla potenza e un guanto di praline, mi perdo nel guscio di un forno blu, mentre quotidianamente tu scalpelli la vita sulle barricate della finestra.

Fra.

postato da: fraolivieri alle ore 17:20 | link | commenti (2)
categorie:
sabato, 02 agosto 2008

LAVORARE STANCA

 

Loro- Buongiorno

Io-Buongiorno

Loro- Si accomodi

Io- Ah si grazie

A questo punto nella testa tua ci sono mille risposte preparate ad oc per l’occasione, oltre al ritornello  Io Ci Sto di Rino Gaetano.

Loro- Allora abbiamo visionato il suo Curriculum, e ci è parso molto interessante.

Io- Grazie

Loro- Senta, lei come si descriverebbe?

Ora ragazzi, parliamoci chiaro, ma che cazzo di domanda è? E’ una domanda esistenziale, no?

Io nel mio pensiero- Mah, intanto bello, intelligente, simpatico, lunatico, strampalato, fumatore di canne, mezzo alcolizzato, (adoro i vini toscani e i piemontesi), amante della figa in tutte le sue sfaccettature, testardo e per questo spesso rompicoglioni, e al momento anche disoccupato, stronzi che non siete altro a farmi domande così idiote.

Io- Mah, credo di essere una persona curiosa (bevetela questa), tenace, con un forte carattere. Amo sfidarmi ogni giorno (qui nasce il sorriso di uno di Loro), amo mettermi in gioco (cazzo ma quando finirà sta farsa???).

Loro- Bene bene, e senta, lei perché crede di essere utile a questa azienda?

Io nel mio pensiero- Perché mi dovete pagare ekkekkazzo e darmi la possibilità di campare almeno con i vostri stratosferici mille euro al mese!!!!

Io- Beh, perché la vostra azienda mi sembra particolarmente adatta alle mie caratteristiche ( e vai di leccata di culo), credo che la mia figura professionale sia utile per i vostri progetti e quindi alla fine ne guadagneremmo entrambi, perché io vedo nell’azienda una risorsa per migliorarmi e l’azienda può sfruttare le mie potenzialità (questa me l’ero preparata la sera prima, mubble mubble, alla fine anche sta stronzata gliel’ho sparata)

Loro- Mmm, bene, la vediamo motivata. Senta, sa usare PowerPoint, Excel, Cad, Photoshop, Office?

Io nel mio pensiero- Ora mi chiederete anche se so parlare in sanscrito, se ho sei Master in Comunicazione d’Impresa e Marketing dell’intelligenza visuale, se so scrivere in aramaico, se ho sei lauree, tre nel ramo scientifico e tre nel classico, se so correre i 100 metri in meno di 8 secondi, se sono disposto a lavorare anche la notte, se ho intenzione di sposarmi e subito dopo divorziare, effaffanculo. Cazzo ma questo è un colloquio di lavoro o una tortura cinese? E intanto mi canto dentro E Io Ci Sto del grande Rino.

Io- Bhe si ovviamente, so usarli tutti ( bazza paurosa, non ho la minima idea di cosa mi abbiano appena chiesto, tranne un Office, che mi rimanda al mio caro amico Word, unico programma che so a stento gestire).

Loro- Bene, senta perché dovremmo proprio scegliere lei?

Io in myself- Sentite, ma ancora non l’avete capito? Perché sono il migliore? Perché ho fame e sto disperatamente cercando un fottuto lavoro ed era l’ultimo pensiero venire qui da voi a fare sto colloquio di merda, ma almeno spero che così riesca ad uscire di casa, perché io con i miei non reggo più la situazione.. Non so se mi spiego. Io strippo cari miei. Cazzo datemi sto fottuto lavoro e basta. Che vi costa?

Io- Perché credo di essere il tipo giusto che state cercando (sorriso a trecentosessanta denti verso la di lei di turno che ammicca un po’).

Loro- Ultima domanda. Senta è disposto a trasferimenti? Se avessimo bisogno di mandarla in altre città per lei ci sarebbero problemi?

Io- Nessun problema. Non ho figli, non sono sposato, non ho la ragazza, ( stavo anche per dirgli che non ho genitori ma mi sembrava troppo), quindi no problem, davvero.

Loro- Bene signor Francesco, la ringraziamo per la sua disponibilità, (stretta di mano tra le parti), le faremo sapere.

Eccola qui la frase che mi ha fatto passare notti insonni, quella fottuta frase Le faremo sapere! Io voglio lavorare ora. Voglio guadagnare la miseria che mi date ma almeno sempre meglio del nulla di adesso. E con questo in quindici giorni signori miei, siamo a quota 8 colloqui, tutti uguali, tutti con la stessa tiritera. E con quel Le faremo sapere che sa di ghigliottina sulla testa. Ma se vi dico andate tutti a fare in culo, la prendete a male? Spero di no.

postato da: fraolivieri alle ore 13:57 | link | commenti (14)
categorie:
giovedì, 31 luglio 2008

eiaculatio temporum

EIACULATIO TEMPORUM

 

Eccolo qua questo coso che bisogna indossare per evitare gravidanze inaspettate.

Il coso in questione, altro non è che un involucro di lattice, un cappello, o tuta da lavoro per gli esperti, che noi maschietti spesso dobbiamo tenerci appresso a moh di foto di Padre Pio nel portafoglio. Divenuto oggetto di culto negli ultimi anni anche per la sua caparbietà nella lotta contro l’Aids, questo oggetto è spesso però odiato dal genere maschile.

La mia prima visione avvenuta con il coso in questione risale ai miei dodici anni. Rubo il pacchetto da 6 alla Coop, corro a casa con Alex, l’amico di fiducia, scartiamo le istruzioni che ovviamente non ci interessano e ci troviamo di fronte a sei affari che più che preservativi ricordano i ciucci per i bimbi. Li guardiamo e lì sorge la domanda spontanea, e adesso? Allora farsi una pippa col profilattico poteva anche essere un’esperienza da fare, della serie, sesso sicuro, ma comunque al momento ci andava bene la sega al natur. Quindi, escluse tutte le possibilità che quel fagotto poteva darci, vista la nostra età e l’ignoranza che avevamo nei confronti del genere femminile, optammo per la riuscita di sei bei gavettoni da lanciare al suolo dal mio quarto piano.  Beh magari non era proprio la fine che volevano fare quei poveri  sei cappucci, ma almeno avevamo testato la loro capacità di tenuta liquidi.

Il primo contatto invece che il cappuccio ha avuto con il mio augello è arrivata dieci anni dopo, quando dovevo fare il mio ingresso nella vulva della mia ragazza dell’epoca. Preparativi. Pisello in tiro, eccitazione al massimo, saliva azzerata, sudore a mille, brividi sul corpo, e lui che bramava di entrare. Lei me lo tiene un po’ in caldo tra la sua bocca, lo accarezza un po’, lo impugna e a mò di microfono e mi fa una dichiarazione d’amore, e poi arriva il famoso momento. Finalmente si entra. Lui non ci sta più nella pelle, sembra un platano da quanto è lungo, ha la cappella che è tutta un fuoco. Ed ecco che spunta quello stronzo di cappuccio. Bisogna rompere l’involucro con i denti, cercare di capire da che parte infilarlo, se dalla parte del ciuccio per intenderci, oppure al reverse. Lo indosso. E’ al contrario, quindi me lo sfilo. Sto per metterlo nel verso giusto, ma lei mi ferma e mi dice che per precauzione, è meglio gettarlo e prenderne un altro. I miei maroni sono tutto un bollore. Strappo un secondo involucro, sto giro lo indosso dalla parte giusta. Ecco sto giro ci siamo, si entra ragazzi. Invece ciccia. Lui, l’augello si placa di colpo, mi smoscia in tre secondi, da euro star mi diventa un regionale di seconda classe. Lo guardo disperato. Guardo lei, guardo la sua vulva. Lo odio, in quel momento lo odio con tutto il cuore. Lei mi tranquillizza ovviamente, mi dice, ma dai fa niente, capita. Dentro invece si dice, che palle sto omo, prima tutto d’un pezzo e adesso sembra di stare a letto con coccolino. Devo assolutamente fare qualcosa. Ma c’è poco da fare, il mio pisello da forfait, si estranea totalmente alla situazione e io rimango con la voglia e gli ormoni a mille, con un lombrico al posto di un palo della luce. Quindi aspettiamo un po’, ci si bacia, ci si palpeggia in  modo random, per poi di nuovo affrontare la questione. Se non lo si considera, se si fa finta che non ci sia, dopo un po’ torna in voga, si fa di nuovo vivo, spunta con la sua testolina di cazzo e ci guarda come dire, ragazzi se volete io sono pronto. Evvaffanculo dico io. Però bisogna assecondarlo altrimenti si rischia di rimanere a piedi, perché lo stronzo, che ha un carattere difficile, se lo si insulta, invece di collaborare si chiude a riccio e addio trombata. Al terzo giro riusciamo finalmente a fare l’amore con cappuccio e tutto. Peccato che appena entrato nel nuovo ambiente, io non senta nulla. Mi sembra di penetrare un muro di argilla, stessa sensazione, lei mugula, si contorce, viene, viene e riviene. Io mi spremo le meningi per vedere di riuscire almeno a venire, visto che là sotto sembra di stare in una miniera ai lavori forzati piuttosto che nella vulva della mia ragazza. Alla fine non ce la faccio più e sbotto. Senti bella, io sto coso me lo levo e si fa come madre natura ci ha insegnato. Mi spiace ma a me ste tute da lavoro mi creano più problemi che altro. Quindi, dopo un po’ di tentennamenti, dopo averla rassicurata che sarei stato attentissimo, che avrei fatto il salto del gambero più veloce del mondo, finalmente entro nella zona rossa, e mi sento a casa. Un locale molto caldo, ben arredato mi dà il benvenuto, mi fa accomodare e comincia la fase dentro fuori dentro fuori, che dura circa due minuti (un casino vero??), poi ovviamente salto del gambero e eiaculazio temporum gestita in modo perfetto. Ecco la mia prima esperienza sessuale.

Per concludere, il preservativo io non l’ho mai sopportato. L’ho usato si, molte volte. Anche alla frutta, che almeno dà un tocco di creatività a quel momento orrendo della vestizione del pisello. Però credo che per quanto li facciano ultra sottili, ultra lubrificati, non valgano un cazzo, per rimanere in tema. Meno che meno i ritardanti. Con quelli puoi rimanere dentro anche un anno, preparare la tesi di laurea, discuterla e concludere gli studi, che ancora devi venire.

postato da: fraolivieri alle ore 11:35 | link | commenti (19)
categorie:
lunedì, 21 luglio 2008

lo spritz

eccoli qui gli spara posa delle 19. un immenso nugolo di carne umana vestita a festa che spritzeggia il vuoto cicalare dell'inizio della notte. eccole qui le commesse di armani convinte di essere tutte figlie di Giorgio. Ce nè una giuro che è davvero convinta povera. Guadagna una miseria, cerca di accalappiarsi il primo belloccio avvocato o figlio di papà per sistemarsi ma nessuno le toglie dalla testa che anche solo una goccia di acqua di Giò è nel suo sangue. Qui vedi in questa piazza  gli sparaposa. qui le tipe hanno mimiche facciali che rasentano il dolore, stanno a fatica in piedi su tacchi alti sei metri, sembra che abbiano un bastone nel culo che le sorregge la schiena. Usano gesti sincopati, sembrano donne di plastica che sorseggiano bibite di plastica. Dall'altra parte della barricata ci stanno i masculi. Chi con la camicia super attillata e profumo dell'uomo che non deve chiedere mai, chi con il gessato, chi invece si azzarda a mettere la giacca anche se c'è un caldo infernale. Tutti accampati in due metri quadri, a raccontarsi del nulla assoluto. E' lì che la particella Lete è nata si sappia. In questo clima molto Budda bar, con i tavolini con le candele, la musica molto yeaaaahh, super lounge al punto giusto, i camerieri vestiti come futuri sposi si snodano tra questi manichini per servire lo Spritz, un Must, o un Martini, un Cuba, alla Titte di turno, alla Pippi che col Titti conosce la Mimmi che saluta il Pucci che è appena arrivato con il suo suv Cayenne. Nulla in contrario a nulla sia chiario. Ma ragazzi, rilassatevi, non siete ad una convention, potete muovervi liberamente, voi donne potete anche sorridere senza che si abbia l'impressione che abbiate una paresi facciale. Sarebbe tutto quasi naturale. O no? ekkekkazzo
postato da: fraolivieri alle ore 21:55 | link | commenti (7)
categorie:
giovedì, 03 luglio 2008

Consiglio per gli acquisti

Lei ragazza è la cantante dei My Brightest Diamond, un gruppo assolutamente da ascoltare e farsi in vena per un po' di tempo...meravigliosi gli arrangiamenti, stupenda la voce, bellissime le canzoni...che dire? buon ascolto...ah l'album è A Thousand Shark's Teeth

Ricorda vero Virginia Woolf? Invece la ragazza è la ex moglie di Jeff Buckley, artista che adoro tra l'altro. Qui lei dà veramente il meglio di sè. Un piano minimale si mescola ad atmosfere rarefatte per strisciare sulle anime come un bacio di libellula sulla notte. L'album di questa Joan as Policewoman è To Survive.

Adorando il cinema di WOn Kar Wai, non potevo esimermi di inserire la colonna sonora del suo ultimo capolavoro My Blueberry Nights, con una grandissima Norah Jones e in una piccola parte Cat Power. Film meraviglioso con colonna sonora altrettanto stupenda. Per chi volesse aspettare il suo amore che intanto viaggia, viaggia, viaggia, accompagnandosi con una buona torta ai mirtilli può aspettarla con questa musica in sottofondo. Chissà magari torna...

Buon ascolto a todos

Fra

postato da: fraolivieri alle ore 19:33 | link | commenti (5)
categorie:
lunedì, 30 giugno 2008

happy compleanno

Dopo 11 ore estenuanti di tira e molla mi son deciso a uscire dall'utero. Sia chiaro, io mica ne avevo chissà che voglia, ma essendo l'ultimo di una immensa nidiata, ( ad oggi girano ancora voci sul fatto che mia madre sia un coniglio), mi trovai nell'obbligo di uscire di là. Allora giusto per far capire al mondo come stavano le cose, la prima parte che ho mostrato sono state le chiappe, giusto per dire ... ora baciami il culo dottore di sti cazzi. Appena lanciato nella bolgia di mille culle, con mille urla strazianti, mi son guardato attorno e ho visto una marea di gente intorno a me. Primo pensiero: "Che cazzo c'avete da guardare"

Così sono venuto al mondo!

postato da: fraolivieri alle ore 20:47 | link | commenti
categorie:
martedì, 17 giugno 2008

scrivere dolce scrivere

 

 

Diciamolo subito se può scrivere un libro Costantino, allora posso farlo anch'io. Che poi non ho capito perchè ha smesso di deliziarci con i suoi "romanzi" autobiografici che tanto mi aiutavano a superare le difficoltà di questa vita che come diceva uno, è una ruota che gira. Una ruota che gira....mmmm mi sa più di vita da criceto se proprio devo dirla tutta. Fatto sta che allora scrivo pure io, tanto qui in Italia tutti scrivono e nessuno legge, ed è questo il bello. Quindi si scrive, si pubblica e non si vende? Macchè, magari anche si vende, però poi nessuno o pochi ti leggono perchè sono troppo presi a scrivere. Emmò mi domando, cian ragione pure ste persone, perchè se uno lavora, o spera di lavorare, meglio precisare, o è un bamboccione, o è un politico, o solo uno che comunque ha una vita piena di pensieri per la testa, tipo, il nucleare, la nutella, l'erezione prematrimoniale, che non vuol dire un cazzo ma anche si, a mio avviso, dicevo se uno di questi, magari nel pieno della sua attività decidesse di scrivere, anche solo due parole, tipo, "Mi illumino d'immenso", beh non potrebbe, perchè è tutto preso dalla sua attività, che può variare a seconda di chi sia, in un meraviglioso fancazzismo, o in un momento stakanovista di un operaio al tornio. Preso come esempio quindi magari un operario al tornio fancazzista con un contratto cococo, stile gallina nel pollaio, codesto soggetto dopo le sue brave 8 o anche 9 ore di duro lavoro dovrebbe tornare a casa, sempre se ne ha una, oppure dormire in tenda davanti al tornio direttamente in fabbrica, cercando di leggere Proust o meglio ancora Costantino. Decisamente l'attenzione di chiunque cadrebbe su Costantino. E' come dire a uno che decide di rilassarsi un attimo al dolce ritmo di una canzone, se preferisce De andrè al mitico GIGGI...ovviamente il marito di quella gnocca della Tatangelo non avrebbe rivali. Sempre per la stessa legge di cui sopra, che se Costantino può scrivere lo posso fare io. Ecco credo che anche il mitico GIGGI abbia pensato la stessa cosa il giorno che ha deciso di raccontare la sua vita così intensa trascrivendola in testi indimenticabili. Era ad un bivio Giggi, da una parte fare il cantante famoso, ovviamente, dall'altra continuare a vivere a stretto contatto con la camorra...alla fine ha deciso di optare per una terza strada, ovvero fare il cantante camorrista. Che non è niente male la cosa, anche perchè tanti possono vantarsi di essere cantanti ma pochi di essere cantanti camorristi.

Vabbè chiusa la parente di Costantino e il mitico Giggi, vi chiederete anche "ma tu che cazzo vuoi scrivere?" Ecco moh che ci penso proprio n'idea precisa non ce l'ho, però ho delle linee guida. Allora mi piacerebbe scrivere di Berlusconi, ma poi mi affliggo perchè cazzo qui scrivono tutti su di lui. Volevo scrivere un romanzo in cui il Berlusca viveva al tempo di Gesù, e assieme facevano i miracoli. La resurezzione di Lazzaro me la immagino con sto povero cristo, anzi no, meglio dire sto povero morto di fame, no neanche così, allora con sto povero che viene chiamato da Gesù direttamente dall'oltretomba attraverso il WIFI, e questo, un poco scoglionato esce a vedere chi cazzo gli rompe le palle, anche perchè diaciamocelo, Lazzaro era morto suicida perchè pieno di debiti. Ora vorrei vedere voi se dopo che vi siete tolti la vita per evitare di pagare i debiti, vi ritrovate uno che vi resuscita. Non vi girerebbero un po' le palle? A me personalmente si. Comunque sto benedetto Lazzaro esce per capire un po' la situazione, sia mai che esce in un'altra epoca e si trova davanti le veline ed Ezio Greggio con Iachetti che gli sparano battute a raffica. Oppure che so, si trova di fronte ad Emilio Fede che gli dice.." fratello, non ti preoccupare pure io son sempre pieno di debiti, perchè son sfigato e perdo sempre al casinò". Invece oltre a quel gran santo di Gesù, Lazzaro si trova davanti la faccia bronzea, eternamente giovanile e sorridente del Silvio, che lo guarda e gli dice: " Mi consenta, le devo dire che lei non ha più debiti. Ebbene, grazie alla mia politica e con l'appoggio qui del mio amico Gisas, mi piace chiamarlo così all'americana, ricordando lo stretto rapporto fraterno che mi lega a giorg dabliu buss, dicevo, che grazie a questa mia meravigliosa politica, tutti quelle che hanno debiti, perchè hanno rubato come te, come me e come tanti qui nella terra di Gisas, sono tutti tornati liberi. Si perchè vedi fratello mio, grazie al mio popolo delle libertà, dove ognuno fondalmentalmente può fare quel cazzo che vuole, e dove poi sono Io, con l'amico qui trentatrenne, che con alcuni miracoli sistemiamo rattoppiamo, elargiamo gioia e speranza, dicevo amico mio, grazie a me e in parte anche a questo simpatico ragazzo che ahime sarà crocifisso, porteremo in salvo l'umanità."

Scrivere è sempre stato un mio sogno, un po' come quello che aveva Ferrara da piccolo, ovvero poter diventare grande (in tutti i sensi) per poter rompere i coglioni ai telespettatori di Otto e mezzo prima, e successivamente di sminuzzarli definitivamente con il ripristino dell'aborto. Ora io mi chiedo, ma perchè sua madre, la cara dolce madre di Giulianuccio Ferraruccio non aveva previsto una simile azione, così lei non doveva partorire con dolore, e noi ce lo saremmo tolti dalla palle prima ancora che emetesse il primo vagito???

Tornando a noi, dicevo, scrivere è sempre stato il mio sogno, mah vuoi perchè avevo poco tempo in adolescenza, perchè troppo occupato a farmi le pippe, vuoi perchè poi in gioventù, verso i venti, intendo, ero troppo occupato a farmi le canne, fatto sta che ora non ho più un cazzo da fare e quindi scrivo. Scrivo un giallo? Quelli tirano un casino, che dite? Oppure mi invento una storia trita e ritrita stile Harry Potter? Non non ce la farei mai, io con i maghi non riesco a interagire, figurarsi se riuscireai a scrivere una cazzata più colossale di quella della miss inglese e del suo pupillo Potter. Quindi?

Ecco ci sono, scrivo un saga come quella del Signore degli Anelli, faccio un pacco di soldi, mi dò alla bella vita, vado a tutti i festival del cinema a spararmi le pose e mi sposo una coniglietta di Playboy.

Vabbè, mi sa che intanto smollo qui, chiudo il pc e preparo la cena va che è meglio, altro che storie.

see you

fra

postato da: fraolivieri alle ore 18:29 | link | commenti (2)
categorie:
giovedì, 21 febbraio 2008

volente

Santi cartonati si spalmano di ceralacca per astenersi da preghiere retroattive. Mastichiamo ricordi virtuali, espandiamo l'egocentrica nostalgia del futuro per accarezzarci le idee sessuali. Gambe frenetiche che si cibano di madreperla fotografica. Non valichiamo l'esperienza ma odoriamo come cani randagi la vita che ci scorre sulle scarpe...un filo detergente si arrampica su questo momento mantenuto dalla tua lingua gravida di fame. Abbracciamo come scettici demoni l'era del divino, spalmiamo con dovuta accuratezza l'elegante danza di questa giostra di corpi animaleschi inferociti di voglie azzardate. Assaliamoci come fiere arcaiche restituendo al cielo il seme benedetto di un piacere divorato.

Francesco Olivieri

postato da: fraolivieri alle ore 17:46 | link | commenti (5)
categorie: